La pelle di coccodrillo è molto più sensibile dei polpastrelli delle tue dita!

La pelle di coccodrillo è molto più sensibile dei polpastrelli delle tue dita!

La pelle di coccodrillo è molto più sensibile dei polpastrelli delle tue dita!

La pelle di coccodrillo è notoriamente spessa e resistente. Le scaglie che ricoprono la zona dorsale di questi rettili sono capaci di assorbire parte della forza d’urto di un impatto, e di funzionare come meccanismo termoregolatore capace di assorbire la luce solare per accumulare calore.
La pelle di coccodrillo, inoltre, sembra essere dotata di una straordinaria sensibilità: come dimostra una ricerca recentemente pubblicata su Journal of Experimental Biology, i coccodrilli sono muniti di gruppi di sensori tattili sensibili alle vibrazioni e alla pressione più di quanto lo siano i polpastrelli umani.
“Non ci aspettavamo che queste zone fossero così sensibili, perchè questi animali sono così pesantemente corazzati” spiega Duncan Letch, membro del team che ha condotto la ricerca.
La pelle di coccodrillo è dotata di piccoli rigonfiamenti pigmentati, concentrati specialmente nella zona del muso, classificati genericamente in passato come organi di senso che svolgono una funzione non meglio identificata. Alcune ipotesi sulla loro funzione dicevano che si trattava di ghiandole capaci di secernere sostanze oleose per la pulizia dell’animale, o che fossero organi in grado di rilevare campi elettrici o magnetici, o alterazioni nella salinità dell’acqua.
Nel 2002, tuttavia, un esperimento dimostrò che queste chiazze pigmentate servono a rilevare le vibrazioni sulla superficie dell’acqua: un alligatore allevato dai ricercatori della University of Maryland si è dimostrato capace di rilevare la caduta di una singola goccia d’acqua nella sua vasca piena d’ acqua torbida.
“Questa scoperta intrigante ci ha convinto a proseguire nella ricerca” dichiara Ken Catania, a capo del team. “Per una serie di ragioni, incluso il modo in cui le macchie sono distribuite sul corpo, abbiamo pensato che questi organi possano essere più che semplici rivelatori di disturbi nell’acqua”.
Investigando sul legame neurale tra questi sensori e il cervello di coccodrilli e alligatori, Leitch è giunto alla conclusione che questi organi non producono olio, e non sono affatto sensibili ai campi elettrici o alla salinità dell’acqua. “Non ho eseguito test per i campi magnetici, ma non pensiamo che sia una possibilità”.
Le macchie sono in realtà una collezione di nervi che rispondono alla pressione e alle vibrazioni. Alcune sono sintonizzate sul rilevamento di vibrazioni superiori ai 20-35 Hertz, emesse dalle minuscole gocce d’acqua che perturbano la superficie; altre, invece, rispondono a pressioni così minuscole da essere del tutto impercettibili dalla pelle umana.
Questo meccanismo sensoriale non solo consente ai coccodrilli di localizzare con estrema precisione una piccola preda caduta a grande distanza da loro, ma viene utilizzato anche per manipolare oggetti tramite le loro fauci mortali. La presenza di enormi quantità di organi sensoriali tattili in prossimità dei denti suggerisce l’ipotesi che questi rettili possano utilizzare la bocca per identificare un oggetto, e manovrarlo con estrema precisione.
Non a caso, la bocca del coccodrillo può dimostrarsi particolarmente letale, come durante un agguato alla preda, o incredibilmente delicata, ad esempio nella manipolazione delle uova e nel trasferimento in acqua dei cuccioli appena nati.

More information: Leitch, D. B. and Catania, K. C. (2012). Structure, innervation and response properties of integumentary sensory organs in crocodilians. J. Exp. Biol. 215, 4217-4230. jeb.biologists.org/content/215/23/4217.abstract Journal reference: Journal of Experimental Biology

Read more at: http://phys.org/news/2012-11-thick-skins-alligators-crocodiles-surprisingly.html#jCp

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