Malawi. Bruco di Saturnia: Common Emperor, Bunaea alcinoe

malawi-common-emperor-guide-on-safariMalawi. Bruco di Saturnia: Common Emperor, Bunaea alcinoe 

Un saturnide del Malawi: Bunaea alcinoe (Stoll, 1780)

 

Malawi. Lilongwe. Un bruco di grandi dimensioni, anche 20 cm, caratterizzato da un colore nero predominante con macchie rosse e arancioni e delle “spine” bianche lunghissime!

Trovare questi esemplari su un albero di mango nel pieno centro città, a Lilongwe, è stata una sorpresa inaspettata, segno che la natura continua a fare il suo corso!

Raggiunta la sua massima età, il bruco tesse un grosso bozzolo al cui interno avviene la ninfosi. Trascorrerà un periodo sotto forma di crisalide, dopodiché sfarfallerà l’adulto.

La falena avrà sulle ali delle decorazioni a forma di occhi, dello stesso colore delle macchie del bruco, per sorprendere il predatore e/o deviarne gli attacchi lontano dalle parti vitali.

 

 

 

Gonimbrasia rectilineata (Malawi)

Gonimbrasia rectilineata (Malawi)

Gonimbrasia rectilineata (Malawi)

Gonimbrasia rectilineata (MALAWI) 

Classe: Insecta
Ordine: Lepidoptera
Famiglia: Saturnidae
Genere: Gonimbrasia
Specie: Gonimbrasia rectilineata
(Sonthonnas 1899)

 In Malawi vivono 760 specie di falene, creature alate notturne dalla spettacolare bellezza.

Appartengono al vasto ordine dei Lepidotteri (dal greco antico λεπις (lepis): “squama”, scaglia o fiocco e πτερόν (pteron): ala.

Si sono separati dalla linea evolutiva degli altri insetti, creando almeno tre magnifiche invenzioni: le scaglie, i colori e gli schemi geometrici.

La facilità con cui le scaglie si staccano permettono a questi animali di liberarsi facilmente da ragnatele o altre trappole pericolose.

I colori, come negli uccelli, dipendono sia dai pigmenti sia al risultato del modo in cui le scaglie riflettono o assorbono la luce.

I disegni invece hanno un ruolo fondamentale nel confondere i predatori.

Nella Gonimbrasia rectilineata, che arriva anche fino a 12 cm di apertura alare, così come in molte altre specie, le macchie servono tendenzialmente per attrarre l’attenzione dei predatori verso il margine esterno dell’ala, lontano dalla vulnerabile parte principale del corpo.

Gli schemi geometrici delle ali iniziarono ad essere compresi dagli studiosi più di 150 anni fa, quando nel 1859, Henry Walter Bates, lasciata dopo 11 anni la giungla dell’Amazzonia verso l’Inghilterra, scoprì quella che egli chiamò “somiglianza per analogia” o “mimetismo” e che ancora oggi è conosciuto come “mimetismo batesiano”: quando una specie non ha alcuna possibilità di successo contro un predatore, sfrutta la sua somiglianza con una specie che vive nello stesso territorio arrivando ad imitarne colorazione, schemi geometrici e comportamenti, aumentando in questo modo la propria possibilità di salvezza.

Le femmine di Gonimbrasia rectilineata depongono le uova generalmente sui Sugar Plum (Uapaca kirkiana) e sui salici (Salix) in modo che il bruco abbia un buon sostentamento nutritivo durante la crescita.

In Zambia e in Repubblica Democratica del Congo, rimane uno degli insetti più ambiti dalle popolazioni locali insieme al “famoso” bruco del Mopane (Imbrasia belina); secondo la FAO (Food and Agricultural Organization) i bruchi sono una buona risorsa alimentare perchè contengono un’alta percentuale di ferro, vitamina B, potassio, calcio, magnesio e zinco. © Stefano Pesarelli