Safari test: quali specie di uccelli riesci a riconoscere?

Safari test: quali specie di uccelli riesci a riconoscere? 

Il test non é sicuramente dei piú facili, ma sono certo che si possano facilmente riconoscere “almeno” tre specie di uccelli. Per chi ha un orecchio raffinato e una buona conoscenza puó spingersi a identificarne anche cinque! O meglio: cinque sono quelli che io sono riuscito a sentire!

Un piccolo aiuto: siamo in safari al South Luangwa National Park, in Zambia, a fine febbraio.

Dimenticavo, in palio la gloria e un cappellino AfricaWildTruck per chi li riconosce tutti e cinque!
P.S. quello in primo piano é un elefante e non vale barare!

 

Mulanje: aiuto, serve un botanico!

BauhiniaMulanje: aiuto, serve un botanico!

Alcuni alberi fioriti in giardino, un binocolo, tanti libri e un sacco di pazienza…ma dopo due giorni sono ancora fermo al genere!

Identificare la foglia è stato facile: la sua forma a impronta di cammello mi ha portato sulla buona strada. Il genere Bauhinia è presente in Africa con diverse specie e così ho iniziato a raccogliere foglie, petali e semi per risalire alla specie.

Le dimensioni dei semi però non corrispondono, i colori dei fiori nemmeno e così ad oggi mi sono arenato con la certezza che questi alberi sono stati piantati in questo (che è uno dei giardini più antichi del Malawi) tanto tempo fa, sono esotici, originari dell’Asia e, in buona sostanza, ornamentali.

D’altronde non ho mai visto in safari questo albero. Posso solo supporre essere la Bauhinia purpurea, con i fiori rosa e la Bauhinia variegata con i fiori bianchi! L’unica pianta indigena presente in giardino è la Bauhinia tormentosa con dei bellissimi fiori gialli!

Dimenticavo: la Bauhinia è anche chiamata “albero orchidea” e in inglese “Camel Foot”. Il suo nome, Bauhinia, è un omaggio ai due botanici naturalisti Johann e Gaspard Bauhin.

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Mulanje orchid: Polystachya tessellata, orchidea dal Malawi

Polystachya tessellata

Quando Teofrasto, filosofo greco discepolo di Aristotele, scrisse il primo trattato sistematico Storia delle piante (Περὶ Φυτῶν Ιστορίας) ne descrisse alcune con due bulbi rotondi sulla base delle radici. Vista la somiglianza con i testicoli dell’uomo, Teofrasto le chiamò “Orchis”, (in greco “testicoli”) da cui il nome “orchidee”.

Questi “organi”, definiti pseudo-bulbi, vengono utilizzati dalle orchidee, soprattutto in quelle epifite (che cioè vivono su altre piante) per immagazzinare acqua e elementi nutritivi utili per la sopravvivenza in periodi di carenza di umidità.

La Polystachya tessellata è sicuramente l’orchidea più diffusa del genere Polystachya, diffusa in Africa dalle regioni umide della Liberia alle foreste del Sudafrica. Il nome deriva dal greco polys (molto) e stàchys (spiga), per via delle numerose piccole infiorescenze che produce. In Malawi, questa orchidea è confinata nelle boscaglie di Zomba, sugli altopiani di Vipya e nelle foreste tropicali di Mulanje.

Anche se normalmente è ospitata e associata a piante indigene, io ho avuto la fortuna di vederla fiorire su una Jacaranda per tutto il mese di marzo.

I Chewa la chiamano anche Mwanawamphepo (letteralmente medicina) ed è l’unica orchidea i cui petali, in infusione, vengono usati nella medicina tradizionale malawiana per la cura dei dolori di stomaco.

Il Giacinto d’acqua. Bello, terribile e alieno!

Giacinto d'acqua

Il Giacinto d’acqua 

Bello, terribile e alieno! Il Giacinto d’acqua è una pianta acquatica galleggiante originaria del Sud America, ma che a fine ‘800, introdotta dall’uomo come pianta ornamentale, è riuscita a colonizzare molti specchi d’acqua tropicali del continente africano. Il Malawi purtroppo non ne è esente e sia il Lago Malawi che il fiume Shire hanno subito gravi danni.

Le foglie, molto spesse, che si moltiplicano velocemente, non permettono alla luce di ossigenare l’acqua e raggiungere tutti i microorganismi, piante e pesci che ne hanno bisogno, modificando così la naturale catena alimentare.

Il Giacinto d’acqua, (Eichornia crassipes), è stato inserito nell’elenco delle 100 tra le specie aliene più dannose del mondo, insieme a zanzare, ratti e nutrie!

Mulanje: la scouting camera cattura un eccezionale Mozambique Galago.

Galagoides granti Mozambique Galago

MALAWI, Mulanje. Qualche giorno fa abbiamo riposizionato le fotocamere in foresta. Abbiamo cercato qualche spazio aperto, ipotizzato avvistamenti importanti e sognato qualche sorpresa. Ha piovuto, ma comunque le scouting camera ne sono uscite del tutto indenni. Giusto il tempo di recuperare le schede, farne il download e cosa compare stamattina sullo schermo? Wow! Un Mozambique Galago, Galagoides granti.

Una notte di novembre lo avevamo sentito, illuminato con la torcia, ma fuggì. E’ un primate notturno e solitario. Di giorno è quasi impossibile avvistarlo, si nasconde lontano dai predatori sulla cima di qualche albero, in qualche cavità a dormire.

Insettivoro e frugivoro trascorre la notte alla ricerca di cibo saltando da un albero all’altro. Gli anglosassoni li chiamano Bushbabies per via dei loro versi lamentosi che assomigliano a quelli di un bimbo che piange!

Mozambique Galago Mozambique Galago