Bubo africanus (Temminck 1821)

Gufo Reale Maculato Spotted Eagle Owl

Classe: Aves
Ordine: Strigiformes
Famiglia: Strigidae
Genere: Bubo
Specie: Bubo africanus

Il gufo reale maculato è il “gufo con gli orecchi” ed è distribuito nella maggior parte dell’Africa a sud del Sahara. Il capo è piuttosto piccolo per un gufo reale così come le zampe sproporzionatamente più piccole e più deboli. Vi sono esemplari più grigi e una specie settentrionale con gli occhi bruni invece dei brillanti occhi gialli e un numero ridotto di macchie.

Trascorre le ore diurne ben nascosto su un albero o un cespuglio o addirittura in una tana di un oritteropo, se teme di essere scoperto rimane immobile esaltando il mimetismo del suo piumaggio. Quando il crepuscolo si approssima, il gufo reale maculato cattura insetti, pipistrelli e persino uccelli, ma durante la picchiata chiude gli occhi per proteggerli.

Come nella maggior parte dei rapaci notturni vivono in coppia finchè uno degli uccelli non muore, una devozione così durevole è sicuramente un vantaggio per chi vive sempre nel medesimo territorio. Infatti quando uno dei due muore, l’altro ha sicuramente vita difficile prima di accoppiarsi con un esemplare privo di esperienza.

In genere vivono 10 anni e depongono 2-4 uova quasi sempre nello stesso nido che si schiudono in 30-32 giorni. I giovani gufi reali iniziano a volare dopo 7 settimane, ma diventano indipendenti dopo ancora 5 settimane.

I richiami sono suoni flatuati emessi dal maschio con la terza nota un po’ più bassa della prima. La coppia esegue veri e propri duetti. Ascolta il richiamo del Bubo africanus.

Prima del 1999 era considerato conspecifico del gufo reale cenerino ma ora è classificato come specie separata. La principale minaccia è costituita dai residui di pesticidi come il DDT.

Stato di conservazione nella IUCN Red List: rischio minimo.

L’anacardio (Anacardium occidentale)

L’anacardio è classificato Anacardium occidentale nella famiglia delle Anacardiacee (inglese=cashewnut; portoghese=castanha de caju).

E’ un albero sempreverde tropicale molto simile al mango. Esotica ed importata dai Portoghesi dalle loro colonie brasiliane, la pianta raggiunge anche i 15 m di altezza e presenta foglie ovali, coriacee e fiori profumati e rossicci che crescono raggruppati. I frutti hanno alla loro sommità una noce della quale viene utilizzata solo la parte interna essiccata. La polpa del frutto è estremamente ricca di vitamina C e si possono bere succose spremute dalle proprietà diuretiche e depurative. I medici omeopatici ne  raccomandano la polpa o il succo nei trattamenti del diabete, eczemi o reumatismi. L’anacardio è ricco di aminoacidi essenziali ad alto valore proteico e potere energetico per cui non è consigliato a chi ha problemi di obesità. Un buon luogo dove comprarli è sulla direttiva Nampula – Monapo dove ragazzini attenti li vendono per strada a prezzi decisamente più bassi che in città e soprattutto lavorati naturalmente nei villaggi. © Francesca Guazzo Tratto da “Mozambico, un nuovo antico paese” ed. Polaris

Papio Cynocephalus: tre sottospecie.

Classe: Mammalia
Ordine: Primates
Famiglia: Cercopithecidae
Genere: Papio
Specie: Papio cynocephalus

Tre sottospecie: P. c. cynocephalus in Africa centrale e sud-est incluso Zambia a est del Luangwa, Malawi, nord Mozambico,  Tanzania; P. c. ibeanus si trove nel sud Somalia, a sud-est e sulla costa del Kenya; P. c. kindae a nord dello Zambesi e nell’ovest dello Zambia.

Le differenze tra le sottospecie:

– il colore della pelliccia alla nascita: nera nel P. c. cynocephalus, rossa nel P. c. kindae e bianca nel P. c. ibeanus.

– la forma della coda: il P. c. cynocephalus ha una caratteristica coda “spezzata”; la coda viene tenuta dritta quasi orizzontalmente e a una certa distanza ricade bruscamente, sicché sembra rotta. Le altre sottospecie hanno code con curvatura più dolce.

– le dimensioni: il P. c. kindae è considerevolmente più piccolo delle altre due sottospecie.

– la forma del pelo: il mantello di P. c. ibeanus ha i peli ondulati anziché dritti.

IUCN

Dendropicos fuscescens (Vieillot, 1818)

Picchio cardinale
Classe: Aves
Ordine: Piciformes
Famiglia: Picidae
Genere: Dendropicos
Specie: Dendropicos fuscenses

Il picchio cardinale è abbastanza diffuso in tutta la regione sub-sahariana del Continente. Sono ben conosciuti per la loro tecnica di martellare con il becco il tronco o i rami degli alberi, sia per nutrirsi con le piccole larve di insetti celate sotto la corteccia, sia per segnalare la propria presenza a possibili rivali. Il picchiettio è una specie di codice a morse, a ritmi differenti corrispondono diverse comunicazioni.

Hanno becco a scalpello e una lingua molto più lunga e vischiosa con cui catturano le prede nella profondità dei buchi. A volte la combinazione di questo liquido con i barbigli carnosi della lingua è letale per gli insetti. Le piume timoniere sono molto più robuste e a cuneo per appoggiarsi sui tronchi. Le zampe “zigodattili” (due dita rivolte in avanti e due indietro) create proprio per avere una presa migliore sulle cortecce.

Il volo è molto ondulato, nella prima fase di volo battuto il picchio raggiunge il culmine della curva e poi ad ali chiuse “vola” per inerzia salvando energia. Spiccato dimorfismo sessuale con la femmina priva del “cappello” da cui la specie prende il nome.

A volte nei nidi dei picchi vengono deposte le uova di uccelli “parassiti” come i cuculi o gli indicatori. © stefano pesarelli

IUCN Red List

Archispirostreptus gigas (Peters, 1855)

Millepiedi gigante Africano
Classe: Diplopoda
Ordine: Spirostreptida
Famiglia: Spirostreptidae
Genere: Archispirostreptus
Specie: Archispirostreptus gigas

Il millepiedi gigante Africano  è uno dei più grandi del mondo e arriva a misurare oltre i 30 cm. Ha due modi di difesa, arrotolarsi su se stesso a spirale mostrando solo l’esoscheletro e rilasciare un liquido urticante dai pori del corpo. Questa secrezione puó essere irritante per gli occhi.  Per contare le zampe bisogna moltiplicare il numero di anelli dello scheletro x 4 e sottrarre 10. © stefano pesarelli