L’anacardio (Anacardium occidentale)

L’anacardio è classificato Anacardium occidentale nella famiglia delle Anacardiacee (inglese=cashewnut; portoghese=castanha de caju).

E’ un albero sempreverde tropicale molto simile al mango. Esotica ed importata dai Portoghesi dalle loro colonie brasiliane, la pianta raggiunge anche i 15 m di altezza e presenta foglie ovali, coriacee e fiori profumati e rossicci che crescono raggruppati. I frutti hanno alla loro sommità una noce della quale viene utilizzata solo la parte interna essiccata. La polpa del frutto è estremamente ricca di vitamina C e si possono bere succose spremute dalle proprietà diuretiche e depurative. I medici omeopatici ne  raccomandano la polpa o il succo nei trattamenti del diabete, eczemi o reumatismi. L’anacardio è ricco di aminoacidi essenziali ad alto valore proteico e potere energetico per cui non è consigliato a chi ha problemi di obesità. Un buon luogo dove comprarli è sulla direttiva Nampula – Monapo dove ragazzini attenti li vendono per strada a prezzi decisamente più bassi che in città e soprattutto lavorati naturalmente nei villaggi. © Francesca Guazzo Tratto da “Mozambico, un nuovo antico paese” ed. Polaris

Mozambico: le mangrovie

Con il termine Mangrovie si individuano svariate specie arboree o arbustive che crescono lungo le coste delle regioni tropicali e subtropicali o gli estuari di fiumi, su fondali bassi e fangosi, in acque fortemente salmastre: la mangrovia bianca (Avicennia marina), la mangrovia nera (Bruguiera gymnorrhiza) e la mangrovia rossa (Rhizophora mucronata).
Sono soggette a inondazioni periodiche, alle maree ed alle piogge e altamente specializzate a sopportare e anzi utilizzare a proprio beneficio l’acqua salata.
Uniche nel riuscire a germogliare in ambienti continuamente battuti dalle onde e dal ritmo delle maree. Le differenze tra esse sono dovute essenzialmente dalla permanenza delle radici nei terreni paludosi e dal loro contatto con l’acqua salata. Il 60-70 % delle coste tropicali è occupato da mangrovie dove le temperature ottimali per la loro presenza non sono inferiori ai 20°C. © stefano pesarelli Tratto da “Mozambico, un nuovo antico paese” ed. Polaris